L’ORESSINA-A: ruolo fisiologico nel comportamento alimentare

L’ORESSINA-A: ruolo fisiologico nel comportamento alimentare
Le aree cerebrali coinvolte nel controllo dell'introduzione dei cibi sono: l'ipotalamo laterale, che è il centro della fame, e l'ipotalamo ventromediale, che rappresenta il centro della sazietà.
L'Oressina-A/Ipocretina1 è un neuropeptide sintetizzato nell’ ipotalamo laterale. Le Oressine influenzano numerose funzioni corporee tra cui l'assunzione di alimenti, comportamenti sessuali, ritmi sonno-sveglia e rapporti neuro-endocrini.
La parola Oressina deriva dal latino "Orexis" che significa appetito. Questo è un peptide oressinergico che stimola il comportamento alimentare che aumenta con riduzione dei livelli ematici di leptina. Ha un ruolo importante nella regolazione dell'appetito, infatti una riduzione della quantità di Oressinadetermina la riduzione dell'appetito.
L'iniezione intracerebroventricolare (ICV) di Oressina-A non solo modifica il comportamento alimentare, ma induce anche un aumento della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e del tasso metabolico.
Le Oressine derivano da precursore prepro-orexin (131 aa) Orexina A: catena di polipeptide di 33 aa con due ponti disolfuro intracatenariOrexin B: catena lineare di 28 aa. Il recettore Orexin è un recettore accoppiato ad una proteina G OxR1 (selettiva per l'Orexin A) e OxR2 (lega entrambe le Orexin A e B) distribuite in ipotalamo, talamo, cerebrale, midollo spinale, gastrointestinale, pancreas, tessuto genitale.
L'orexina agisce sul nucleo arcuato dell'ipotalamo stimolandone cibo, fame e l’ipoglicemia stimola la secrezione di Oressina. Inoltre, svolge un ruolo importante nella regolazione del tasso metabolico. Si presume che l’ Oressina-A provochi un aumento del setpoint della termoregolazione, causando reazioni tali da raggiungere un nuovo livello di temperatura corporea e quindi variazioni nell'introduzione del cibo.
Molti studi dimostrano che una maggiore trasmissione Oressinergica fornisca resistenza allo sviluppo dell'obesità e questo è possibile attraverso diversi meccanismi, come l’aumento della sintesi o rilascio di Oressine o cambiamenti nell'espressione dei loro recettori.
 
Dott.ssa Antonietta Messina
 
Medico chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
Ricercatrice di Fisiologia Università Luigi Vanvitelli di Napoli